
Sommario
Lanzarote è un’isola magica: un’area di poco più di 800 km quadrati percorribile in un’oretta di macchina da nord a sud ed in molto meno da ovest a est, in cui si concentrano zone di interesse paesaggistico, artistico-culturale, naturalistico e molto altro.
Nel 1993 viene proclamata dall’Unesco Riserva della Biosfera.
È un’isola vulcanica, la più vicina alla terra ferma di tutte le Canarie. Percorrendo le sue poche e belle strade, capita tutto il tempo di assistere ammirati, nel giro di poche centinaia di metri, all’alternanza di paesaggi strabilianti.
La costa lascia spazio a scorci sul deserto, a colline di terra nera coltivata o brulla, a paesini bianchi che risaltano sulla terra scura che li circonda, a viste rialzate mozzafiato da cui, a volte, si possono scorgere anche le altre isole dell’arcipelago.
La bellezza naturale di quest’isola è impressionante come quella dei suoi abitanti.
Conoscerete un popolo sorridente e sinceramente gentile con chiunque (nonostante spesso non si parli una lingua in comune); gente aperta alle diversità, sempre cordiale e pronta ad aiutarti, mai stanca delle “invasioni” turistiche, anzi sempre grata e gentile.
Persone caratterizzate da una spontaneità, una genuinità ed un’ amabilità così autentiche da lasciare a bocca aperta.
I “conejeros” (potremmo tradurlo con “coniglieri”, è l’appellativo che fu attribuito agli abitanti di Lanzarote nel XIX secolo quando l’isola era popolata da un gran numero di conigli la cui pelle si esportava a Tenerife).
Gli abitanti delle altre isole Canarie continuano a chiamarli così ancora oggi, anche se quel tipo di commercio non sussiste più da tempo.
Ritengo che, per visitare l’isola in maniera tranquilla, rilassata ed approfondita, potendosi permettere qualche ora di mare al giorno tra una gita e l’altra, serva come minimo una settimana.
IL CLIMA
Nonostante la sua latitudine, il clima di Lanzarote è molto più temperato rispetto a quello che si potrebbe pensare: grazie all’azione mitigante del mare, l’isola gode di temperature piuttosto stabili e piacevoli durante tutto l’anno: in inverno è raro che si scenda sotto i 15 gradi ed in estate che si superino i 30. Le precipitazioni sono scarse.
COME SPOSTARSI
Per quanto riguarda il viaggio, a Lanzarote c’è l’aeroporto (http://www.aena.es/) servito da molte compagnie provenienti da tutta Europa, in primis “Ryanair”; dunque con un volo diretto di una durata di più o meno 4 ore si arriva ad Arrecife.
Per visitare Lanzarote si deve quasi obbligatoriamente affittare la macchina.
Ci sono varie compagnie, consiglio di prenotare l’auto su internet con anticipo e di recarsi poi direttamente all’aeroporto dove si trovano gli sportelli delle compagnie di affitto (nell’area nastri ritiro bagagli), con il numero di prenotazione per ritirare la macchina.
Le due compagnie che lavorano di più sull’isola sono PayLess Car e Cicar.
Io personalmente ho sempre usato la compagnia PayLess e mi ci trovo molto bene: non si deve lasciare nessun deposito e non ti bloccano i soldi sulla carta di credito; in più il personale è gentilissimo.
C’é anche un servizio di autobus (gli isolani lo chiamano “guagua“, non “autobús” come sarebbe in castigliano) pensato per gli abitanti del posto che dai piccoli centri devono raggiungere quelli più grandi, non è concepito per arrivare in molte delle attrazioni turistiche più interessanti che spesso sono un po’ isolate.
ALLA SCOPERTA DELLA COSTA
In questa piccola isola la costa cambia spesso e anche la forza e potenza del suo mare, il versante est è quello più costruito ed accessibile in quanto gran parte di quello ovest è difficile da raggiungere per la sua geomorfologia (è costituito principalmente da vulcani o montagne che precipitano in mare).
DA NORDA EST
Partendo da nord ad est troviamo il paesino di Orzola, da lì sicuramente la cosa più interessante da fare è prendere la barca ed andare a visitare l’isola della “Graciosa“, il tragitto in mare dura una ventina di minuti, ne vale la pena.
Scendendo da Orzola verso sud ci sono varie insenature che meritano una sosta ed un bagno come il “Caleton Blanco“.
Si arriva poi a Punta Mujeres caratterizzata da piscine naturali scavate dal mare nella roccia che cambiano aspetto a seconda delle maree; scendiamo ancora verso Arrieta dove c’è una bella spiaggia di sabbia molto frequentata dai locali e provvista di un paio di rilassanti chiringuitos (bar sulla spiaggia) e di un buon ristorante.

CENTRO-EST
Scendendo ancora inizia la parte più pensata ed organizzata su misura per i turisti: Cuesta Teguise, Arrecife, Puerto del Carmen. Una volta usciti da Puerto del Carmen in direzione sud cambia il paesaggio, si entra in una zona ancora più desertica.
SUD-EST
Passando dalla nera Playa Quemada si arriva alla punta più a sud, la Costa del Papagayo. Qui, a Punta del Papagayo, ci sono sicuramente alcune delle spiagge più belle dell’isola.
È un parco naturale ed è raggiungibile solo attraverso strade sterrate che offrono paesaggi spettacolari da far west.
Le insenature della costa in cui sorgono queste spiagge sono fra le più riparate dal vento di tutto il territorio e, di conseguenza, anche il mare è molto calmo. È una delle zone migliori per trascorrere una giornata intera in spiaggia. Anche qui non mancano un paio di chiringuitos vista mare.
SUD
Andando poi verso ovest dalla costa del Papagayo si arriva alla zona di Playa Blanca, località modellata sulle esigenze di turisti stranieri con Irish Pub, scritte in tedesco ed in molte altre lingue, priva di quello spirito di familiarità e spontaneità tipico dell’ isola.
Da qui partono i traghetti per Fuerteventura.
SUD-OVEST
Proseguendo da sud a nord per il versante occidentale bisogna tener conto che gran parte della costa è occupata dal meraviglioso Parco Nazionale dei vulcani o “montagne di fuoco” di Timanfaya ed è dunque inaccessibile.
NORD-OVEST
Qui si trova una delle spiagge di sabbia più belle, famose e grandi di Lanzarote: la Caleta di Famara.
Paradiso dei surfisti ma anche di chi ha voglia di rilassarsi davanti a paesaggi mozzafiato di montagne che piombano rovinosamente in mare e della bella isola della “Graciosa” che ci guarda di fronte.
Il mare in questa spiaggia è spesso mosso quindi, si può fare il bagno, ma coscienziosamente, non è l’ideale per grandi nuotate.
CENTRO
A pochi chilometri da Famara, nel centro dell’isola si trova il piccolo paesino di Teguise, ricco di vitalità e dove regna una calma riappacificatrice.
VISITE CULTURALI & NATURALISTICHE
Lanzarote offre svariate opzioni di visite dal punto di vista naturalistico/culturale.
Per la maggior parte delle attrazioni da visitare si paga un biglietto d’ingresso, i fondi raccolti sono spesso dedicati alla conservazione dei siti turistici e alla creazione di laboratori ed attività culturali.
Approfondirò qui brevemente i siti che ho visitato e che ho particolarmente apprezzato, ce ne sono altri che non mancherò di scoprire nella mia prossima visita e di aggiungere alla lista qui sotto.
In ognuno di questi centri c’è una zona bar/ristorante, bagni ed un book shop.
EL MIRADOR DEL RIO
Per iniziare dall’alto e farsi un’idea di quella che è la conformazione di quest’ isola e della sua vicina “la Graciosa“, ci si deve recare al Mirador del Rio.
Situato in uno dei posti più alti dell’isola, è un punto di osservazione concepito da Cesar Manrique in perfetta armonia con l’ambiente che lo circonda, tanto da camuffarsi nella montagna ed essere difficilmente riconoscibile da lontano.
Essendo molto ventoso, è stato progettato uno spazio al chiuso con un’enorme vetrata dove poter prendere un caffè prima di uscire e proseguire il percorso esterno su due livelli da cui si gode una vista a 360 gradi sul paesaggio sensazionale.
Un’emozione imperdibile per capire la bellezza e la potenza dell’isola che si sta visitando.
JARDÍN DE CACTUS
Per chi fosse amante dei cactus (come me) una tappa imperdibile è quella del Giardino dei Cactus.
Anch’esso ideato da Manrique, si trova nella parte nord dell’isola (a Guatiza) ed è costruito all’interno di una cava.
Si ha l’impressione di essere al centro di un cratere vulcanico circondati da centinaia di specie di cactus diverse e sapientemente distribuite a formare un prezioso giardino vivace, colorato e dinamico sormontato da un vecchio mulino restaurato.
Essendo in una cava fa molto caldo quindi consiglio di andarci in un momento fresco della giornata.
Qui la zona in cui potersi riposare e prendere un caffè è stata concepita all’aperto nella parte rialzata della cava in cui c’è un po’ di corrente rinfrescante e rigenerante.
MONTAÑAS DE FUEGO
Forse l’attrazione più impressionante di Lanzarote è il Parco Nazionale dei Vulcani, (il Parque Tymanfaia).
Ci si immerge in un paesaggio vulcanico inimmaginabile, ricco di colori e forme che cambiano ad ogni curva.
Parlo di curve perché il parco è accessibile solo tramite visita guidata su un autobus che percorre le strettissime strade intorno ai tanti crateri e vulcani in un percorso mozzafiato valorizzato da una spiegazione in varie lingue (non ancora in italiano ma c’è in spagnolo, inglese, francese e tedesco).
Anche qui il centro da cui partono le visite (composto da un ristorante, un bookshop, bagni ed un bar) è stato concepito da Cesar Manrique nel rispetto del posto e con una vista stupenda sulla valle dei vulcani, da lì si può anche assistere alle dimostrazioni della potenza dei geyser che si trovano nel sottosuolo.
JAMEOS DEL AGUA E CUEVA DE LOS VERDES
Entrambi si trovano all’interno di un tunnel vulcanico prodotto da un’eruzione del vulcano Corona circa 5000 anni fa.
Gli Jameos più importanti sono tre (il termine “Jameos” viene dall’aborigeno isolano e potremmo tradurlo come “piccoli laghi” o “grandi pozzanghere” di origine vulcanica).
La cueva è appunto una grotta naturale all’interno del tunnel chiamata così perché in passato i terreni intorno alla grotta appartenevano alla famiglia dei Verdes.
Si tratta di affascinanti conformazioni del territorio naturale che negli anni 60 Cesar Manrique ha saputo valorizzare e organizzare rendendoli un’attrazione culturale e turistica nel massimo rispetto della natura, senza stravolgerla, ma illuminandola e valorizzandola con le sue architetture.
In entrambi si trova un auditorium estremamente suggestivo, gli Jameos hanno un bellissimo giardino tutto intorno.
La cueva è abbastanza profonda, la sconsiglio a chi soffre di claustrofobia perché ci sono un paio di passaggi molto stretti ma poi, una volta dentro, gli spazi sono ampli e c’è sempre una guida ad accompagnare i vari gruppi all’interno, il tour dura sui 40 minuti.
CÉSAR MANRIQUE
Ho deciso di dedicare un capitolo intero a questo personaggio perché mi ha molto colpita. Grazie anche alla sua volontà, oggi, Lanzarote non è una gettata di cemento pronta ad accogliere orde di turisti irresponsabili, ma un’isola in gran parte ancora legata, anche nell’aspetto urbanistico-architettonico, alle sue tradizioni ed alle sue origini.
Cesar Manrique fu un uomo geniale, un artista acclamato del XX secolo che ha voluto celebrare e proteggere la propria isola in ogni sua opera con un rispetto ed una devozione mistici.
BIOGRAFIA
Nasce nel 1919 ad Arrecife, è stato un artista a 360 gradi: pittore, scultore, architetto e grandissimo difensore della natura e dell’identità canaria.
Dopo aver terminato gli studi a Madrid e vissuto a New York, negli anni 60 torna a Lanzarote per non lasciarla più.
Il leitmotiv della sua creazione, soprattutto architettonica, è il rispetto per la natura e l’identità del posto cercando sempre una fluente comunicazione fra spazi esterni e spazi interni, dimostrata perfettamente dalle due case, oggi museo, in cui abitò e lavorò nell’isola.
CESAR MANRIQUE E LANZAROTE
Cesar Manrique si è accorto in tempo del fenomeno dell’edilizia selvaggia che stava dilagando nelle Isole Canarie con l’arrivo dei primi turisti (dopo l’apertura degli aeroporti turistici negli anni ’70) e si è subito mobilitato per salvare gran parte dell’isola di Lanzarote.
Si è battuto insieme a tanti altri affinché si vietasse la costruzione di “mostri” (come li chiamava lui) e cioè di complessi alberghieri enormi nei punti più belli dell’isola che andavano a distruggere allo stesso tempo l’ecosistema e l’identità dei piccoli paesi di pescatori e contadini.
Nella parte centro nord dell’isola di Lanzarote, grazie a leggi ad hoc contro l’edilizia irresponsabile, non si vedono hotel inopportuni sulla costa, ma solo paesini bianchi fatti di case basse.
Al sud si salva la parte delle spiagge del Papagayo perché è zona protetta e non edificabile ed anche il parco dei vulcani perché è protetto e fortunatamente poco propizio a costruirvi, motivo per cui un’altra grande fetta dell’isola è “salva”.
Zone come Costa Teguise (da non confondere con il paesino di Teguise nell’entroterra), Playa Blanca, Puerto del Carmen e varie altre sono invece state modificate e riplasmate per il turismo non sostenibile prima che le leggi di conservazione del paesaggio venissero erogate e, purtroppo, ricordano molto quello che ho trovato a Fuerteventura.
MANRIQUE E IL TURISMO
Ci tengo a precisare che Cesar Manrique non era contro il turismo, fu il primo a capire che questo sarebbe stato una fonte indispensabile di ricchezza per la sua isola ed a volerlo incentivare, ma si adoperò fin da subito affinché potesse integrarsi con la vita del posto senza distruggerla.
Per questo si è cimentato nell’ideazione dei principali punti di attrazione turistica, in accordo con la cultura e la natura del posto, con sensibilità e rispetto e si è ribellato con parole anche molto forti alla febbre di speculazione edilizia che, poche decine di anni fa, ha contagiato queste isole.
Anche grazie a lui oggi, in gran parte della costa di Lanzarote, il colpo d’occhio passa dalla terra al mare senza essere disturbato da obbrobri fuori luogo.
FUNDACIÓN CÉSAR MANRIQUE
La Fundacion Cesar Manrique a Tahíche fu costruita nel 1968 su una conformazione del terreno molto speciale.
Il livello inferiore, infatti, è caratterizzato da cinque bolle vulcaniche che l’artista ha deciso di integrare nella costruzione del complesso trasformandole in peculiari “stanze” collegate da stretti corridoi scavati nella roccia lavica.
Al piano superiore, invece, si può ammirare la collezione di opere di Manrique autografe e degli artisti che ammirava.

CASA MUSEO CÉSAR MANRIQUE
Iniziata nel 1986, ci abitò fino alla morte nel 1992, qui la conformazione del terreno è molto più normale rispetto alla fondazione di Tahíche.
Manrique ha costruito una casa spettacolare circondata da un giardino in cui il verde delle piante grasse ed il viola acceso delle meravigliose buganvillees contrastano con i muri bianchi e la terra nera, i colori dell’isola.
All’interno gli spazi sono sapientemente distribuiti, si trovano riferimenti alle abitazioni indigene nei soffitti a capanna a punta e nei materiali primari, tipici dell’isola, utilizzati per costruire lampade e oggetti della vita quotidiana.
Domina la luce e la comunicazione indisturbata fra spazi interni ed esterni specialmente nell’immensa vetrata della sala da pranzo che proietta i commensali nella piscina esterna e nei bagni.
Degni di nota appunto i colorati e fantasiosi bagni immersi nel giardino, un “bagno di luce” prima di tutto.
Nel percorrere le diverse stanze troviamo foto, oggetti personali, cataloghi d’arte, libri, vestiti da lavoro ma anche stravaganti, che rendono l’artista più umano e allo stesso tempo ci permettono di apprezzarne ancora di più le scelte, le idee e le peculiarità.
Non mancano nell’arredamento e nella decorazione degli ambienti richiami e celebrazioni della cultura pop, di Picasso e delle tradizioni degli aborigeni dell’isola in un’armonia unica, possibile solo grazie ad una mente geniale e sensibile.
DOVE DORMIRE
Per dormire si può scegliere fra gli hotel e i tantissimi appartamenti in affitto per i turisti.
LE ZONE
Se si vuole pernottare in un posto di mare, ci sono agglomerati urbani un po’ più inclini ad un turismo organizzato che vuole locali notturni alla europea e stabilimenti balneari con ombrellone e lettino da affittare (Arrecife, Puerto del Carmen, Costa Teguise e, più a sud, la zona di Playa Blanca); in questi luoghi, come d’altronde in tutta l’isola, si può godere di un mare spettacolare.
Ci sono poi, in alternativa, posti che conservano la loro anima originale come i paesini del nord est (Punta del Carmen, Arrieta, Orzola) e ad ovest Famara, con molte meno infrastrutture ed attività organizzate, ma dove si condivide la stessa vita semplice degli abitanti del posto, gente di mare sorridente ed abitudinaria.
Se invece si vuole stare nell’entroterra (da non dimenticare che dal punto più centrale dell’isola si arriva al mare in poco più di un quarto d’ora di macchina) ci sono paesini bellissimi come Teguise, turistica ma autentica ed Haria dove si ha l’impressione che i turisti non siano mai arrivati e ancora molti altri paesini.
Si tratta di scegliere il posto in cui stare a seconda del tipo di vacanza che si ha in mente, ce n’è un po’ per tutti i gusti.
AIRBNB
Nelle mie diverse esperienze sull’isola ho sempre dormito nella parte nord-est, a Punta Mujeres o ad Arrieta, ed ogni volta ho affittato un appartamento attraverso il sito Airbnb trovandomi benissimo.
DOVE MANGIARE
La gastronomia di Lanzarote è molto ricca e diversificata: i tanti ristoranti di mare propongono scelte di pesce e frutti di mare freschi cucinati in vari modi dai più semplici ai più elaborati, altri propongono cucina dell’entroterra con carne di capra, zuppe e piatti tipici della cucina isolana a volte fusi con quella spagnola “peninsulare”.
Il tutto accompagnato quasi sempre dalle buonissime salsette “mojo” rossa e verde, dalle “papas arrugadas“, patate tipiche della zona e dagli ottimi vini delle cantine vanto dell’isola come “el Rubicon”, “el Grifo”, “la Gerìa” ed altre case vinicole che vale la pena visitare: http://dolanzarote.com/mapa-de-bodegas/.
EL LAGO
Punta Mujeres e Arrieta sono paesini di mare dove regna la pace e l’armonia, per chi volesse fermarsi lì mi piacerebbe consigliare un paio di ristoranti: il primo si chiama “El Lago” : gode di una bellissima terrazza sul mare, consiglio di ordinare pesce, è freschissimo e proposto in molte varianti; le porzioni sono abbondanti, il personale è gentilissimo ed i prezzi estremamente modesti.
LA PISCINA
Il secondo posto che vorrei consigliare non è un ristorante vero e proprio, si chiama “La Piscina“: ricavato in un piccolo garage si tratta di un bar/ristorante che, a prima vista, non sembra molto invitante, ma in realtà è un piccolo gioiello nascosto: il menu è scritto a mano su un foglio e varia a seconda di cosa si è pescato quel giorno.
Offre una cucina prelibata, prodotti freschissimi semplici e deliziosi in un contesto autentico e molto molto tipico del posto; i prezzi sono bassi.
Se ben ricordo la cucina è aperta solo a pranzo e, per eventi particolari, anche la sera.
Ci sono solo tre o quattro tavolini sul marciapiede davanti al garage, di fronte al mare, quindi può succedere di dover aspettare che se ne liberi uno, ma non c’è problema perché, lì sotto, c’è una delle piscine naturali di Punta Mujeres quindi si può ingannare l’attesa facendosi un bel bagno.
In ogni caso consiglio sempre di chiedere al personale se c’è un tavolo libero perché, come la maggior parte degli isolani, si tratta di persone gentilissime che si faranno in quattro per trovare una soluzione e aggiungere un tavolino quando possibile.
CASERIO DE MOZAGA
Entrando verso il centro dell’isola si trova il paese di San Bartolomé, uno dei meno turistici ed il vicino Monumento al campesino (un monumento dedicato al lavoro dei contadini che Cesar Manrique ha voluto celebrare in quanto lavoro fondamentale nell’isola).
Per mangiare, a pochi metri dal monumento, suggerisco un ristorante fantastico all’interno di un bellissimo albergo, il Caserio de Mozaga: troverete ingredienti tipici del posto scelti con estrema cura ed a volte rivisitati in piatti interessanti con accostamenti nuovi e buonissimi in un contesto che, come la cucina, rispetta le tradizioni del posto, semplice e stupendo.
CONCLUSIONI MUSICALI
Mi fa piacere concludere con un po’ di folklore lanzaroteño mettendo un paio di canzoni di due artisti originari dell’isola.
La bella Lanzarote li avrà sicuramente ispirati con il suo oceano dai mille colori, con i maestosi vulcani che spezzano con crateri appuntiti il cielo azzurro, con la sua terra nera, le case bianche, le oasi verdi e gli abitanti che racchiudono tutto questo in uno sguardo ed in un sorriso.

















