Sommario
Bruxelles è una città molto particolare: vi coesistono realtà fra loro spesso estremamente distanti in un delicato equilibrio che, quando funziona, crea un meraviglioso melting pot, fonte inesauribile di ricchezza culturale ed emotiva.
Bruxelles è il posto in cui vivo da quasi 5 anni; mi ha accolta a braccia aperte ed ancora oggi continua a sorprendermi per la sua apertura ed ospitalità.
È una piccola città (1 milione e 139 mila abitanti) medievale che nel periodo natalizio si tinge di magico, è una capitale che ama il verde ed i fiori, una città che ama la cultura e la vita.
Qui si vive bene, in maniera rilassata, tutto è a portata di mano e facile da raggiungere, ci sono quasi tutte le comodità di una grande capitale e molte meno complicazioni.
I belgi sono un popolo davvero simpatico ed eccentrico, presi in giro dai cugini francesi che li vedono come “campagnoli”, “provinciali” e “creduloni”, io penso che proprio questa sia la loro forza: sono semplici, non giudicano mai dalle apparenze, gli piace ridere e bere birra, hanno un umorismo tutto loro e parlano un francese arricchito da espressioni fiamminghe che rendono il loro accento divertente ed inconfondibile.
Secondo me per conoscere Bruxelles servono 3 giorni, si tenga in considerazione inoltre che è un ottimo punto di partenza per visitare il centro Europa.
Con una/due ore di treno ad alta velocità si raggiungono alcune delle capitali più belle come Parigi, Londra ed Amsterdam, ed in molto meno si arriva nei piccoli gioiellini del Belgio come Bruges, Gand e la bellissima Anversa.
Per chi volesse visitare una parte di questo paese meno conosciuta e molto bella, ho scritto un piccolo articolo su una visita di due giorni nelle Ardenne passando da Dinant.
IL CLIMA
Il clima non è dei migliori, ma non scoraggia gli abitanti che non perdono occasione per partecipare alle tante iniziative socio culturali che la città offre spesso anche all’aperto.
Si dice che a Bruxelles in una giornata siano racchiuse le quattro stagioni, lo confermo, nell’arco di poche ore (anche ad agosto) nel 90% dei casi pioverà almeno una o due volte e il cielo si coprirà, le temperature scenderanno per poi risalire quando meno te lo aspetti. Vige dunque la regola imperativa dell’abbigliamento a cipolla.
Per quanto riguarda l’inverno è invece più semplice: grigiore perenne; potete non vedere il colore azzurro del cielo per settimane, pioverà tutti i giorni e le temperature varieranno da -2 a 10 gradi in media, se siete fortunati vedrete la neve altrimenti nemmeno quella.
Diciamo che anche questo clima è parte della magia della città (per il turista, non per chi ci vive).
Confesso che questo è uno degli aspetti per cui, io che sono nata nel Mediterraneo (come recita la bella canzone di Joan Manuel Serrat “Mediterráneo”), non resterò ancora per molto qui, amo il freddo ma ho bisogno di vedere il sole ed il colore del cielo molto spesso.
BREVE STORIA
Le prime notizie di insediamenti nella zona che oggi occupa Bruxelles risalgono al VII secolo. È però nel XII secolo che si inizia a definire questo agglomerato come “città”.
I territori che oggi formano il Belgio ebbero enorme importanza per il commercio nel millennio scorso ed è intorno a quest’attività che si sviluppa la città di Bruxelles.
Alla fine del 1300 risalgono le prime conquiste dei lavoratori artigiani che ottennero il diritto di aggregarsi in corporazioni d’arti e mestieri, oggi ancora visibili negli stemmi delle belle case che si affacciano sulla Grand Place (non sono gli originali, ma ricostruzioni fedeli).
Tra il 1500 e il 1700 Bruxelles passò dalla dominazione spagnola a quella austriaca, dopo una breve esperienza di indipendenza alla fine del 1700, fu la volta dell’occupazione francese da parte delle truppe napoleoniche; dopo la sconfitta di Waterloo (eh si Waterloo è in Belgio e si trova a pochi chilometri da Bruxelles), in seguito al congresso di Vienna, Bruxelles si unisce al regno dei Paesi Bassi (appena fondato).
È soltanto nel 1830 che il Belgio ottiene l’indipendenza e nomina il suo primo re: Leopoldo I.
Oggi il Belgio è uno stato federale retto da una monarchia parlamentare.
Bruxelles è detta la “capitale d’Europa” in quanto sede di varie istituzioni come il Parlamento Europeo, la Commissione e il Consiglio Europeo. È inoltre sede della NATO (Otan in francese).
LA CITTÀ
Bruxelles può essere visitata quasi tutta camminando. Ritengo che si dovrebbe iniziare con una bella passeggiata dalla suggestiva Grand Place e dintorni:
La piazza Sainte-Catherine (teatro del Mercato di Natale da fine novembre ai primi di gennaio), Saint Gery, la Galleria reale di Saint Hubert, la Cattedrale, il Palazzo Reale, il quartiere del Sablon, il quartiere del Marolle ed il Palazzo di Giustizia con il suo belvedere sulla città.
La Grande Place
È la piazza centrale della città ed uno dei posti più belli di Bruxelles. Circondata dalle case delle corporazioni dei lavoratori che, dopo una recente pulitura, brillano nel loro splendore.
Questi edifici del XV secolo erano quasi tutti costruiti in legno e nel 1695, dopo un brutale attacco da parte dell’esercito francese, furono quasi interamente distrutti e subito ricostruiti simili, ma in pietra; quelli che vediamo oggi sono frutto di un ulteriore restauro del XIX secolo.
Troviamo su questa piazza l’Hotel de Ville, oggi sede del comune e unico edificio originale del 1400 non distrutto dal conflitto. Di fronte abbiamo un edificio grigio, la Maison du Roi, che oggi ospita il museo della città di Bruxelles.
In fiammingo la Grand Place si chiama Grote Markt cioè Gran Mercato perché, nel passato, era il centro del commercio; tracce di questo lungo periodo si trovano nei simpatici nomi delle strade che si snodano intorno alla Grand Place.
Abbiamo Rue Marché aux erbes (Strada del mercato delle erbe), Rue Marchè au Charbon (strada del mercato del carbone), Rue duPoivre (strada del pepe), Rue Chair et Pain (strada della carne e del pane), Rue des Harengs (strada delle aringhe) e così via.
Su questa piazza si alternano alcuni degli eventi più importanti della città, è sempre animata. È bellissima al sole, sotto la neve, con il grigiore tipico che ci fa sentire ancora più nel medioevo ed a tutte le ore del giorno: di mattina presto quando non c’è nessuno, al tramonto e di notte grazie ad un’illuminazione che la valorizza al meglio.
Il Canale
A Bruxelles c’è una specie di fiume, loro lo chiamano “canale” e passa marginalmente nella città, si chiama Senna (si scrive Senne e non Seine come il ben più noto cugino francese).
Girando per le zone più turistiche non ci si accorge nemmeno della sua esistenza.
In passato il fiume passava in pieno centro, ma poi verso la metà del XIX secolo lo hanno deviato e svuotato in alcuni tratti per guadagnare terra su cui costruire, cambiando parecchio l’assetto urbanistico di Bruxelles.
Molto vicino al centro (dalla piazza Sainte Catherine sono 10 minuti a piedi) sorge il quartiere di Molenbeek Saint-Jean.
Molti ne avranno sentito parlare per fatti di cronaca, c’è da dire che è un quartiere periferico molto grande con zone un po’ più “chiuse” (o ghettizzate come dicono qui), ma c’è una parte, quella appunto più vicina al centro, che si affaccia sul canale e che sta vivendo una grande rinascita e riqualificazione attraverso il riutilizzo di spazi industriali e l’apertura di musei, negozi e locali fra i migliori della città.
È la zona finale di Rue Antoine Dansaert, quella che finisce nel canale appunto e si sviluppa lungo questo per qualche chilometro.
Ixelles
Un altro quartiere un po’ dislocato rispetto al centro che, a mio avviso, è uno dei migliori della città è Ixelles: questa zona offre calma, verde e divertimento. D’obbligo una tappa nella suggestiva Piazza Flagey, una passeggiata intorno ai suoi laghetti e una birra al famosissimo Cafè Belga.
A poche centinaia di metri c’è la Piazza Chatelain, il mercoledì si tinge di tanti colori per il mercato e intorno alla piazza ci sono vari localini molto carini per prendere una birra o mangiare.
Un’altra strada importante è la Chausse d’Ixelles, da pochissimo è diventata pedonale. É l’arteria dello Shopping di Ixelles, lì dietro sorge la Piazza Saint Boniface intorno alla quale si sviluppa il Matongué, la zona africana piena di colori, profumi e vitalità.
Tour meno mainstream
Una volta fatto il giro classico della città ci si può dirigere verso tour più specifici a seconda dei gusti:
Tour murales & fumetti
Bruxelles è la capitale del fumetto, partendo dal bellissimo museo del fumetto (in una struttura di legno e ferro battuto progettata da Victor Horta), ci si può perdere nei vicoli della città alla ricerca di murales nascosti ispirati ai principali fumetti belgi: i più famosi? Senza dubbio Tintin ed i Puffi che nella loro versione originale hanno un nome impronunciabile : gli Schtroumpfs!
Tour architettura Art Nouveau
Per gli amanti dell’architettura liberty o art nouveau dovete sapere che Bruxelles è la capitale di questo stile che si dice avere origini proprio in Belgio grazie all’opera di Victor Horta (1861-1947).
Alcuni dei principali musei o edifici del capoluogo ne sono magnifici portavoce ma anche tante abitazioni private sparse per la città e concentrate specialmente in alcuni quartieri come Ixelles o la piazza Ambiorix.
Ci sono delle passeggiate dedicate proprio alla scoperta di questo tipo di stile. Per quanto riguarda il quartiere di Ixelles ho trovato un sito con una mappa e un dettagliatissimo elenco di edifici di interesse per questa corrente architettonica.
Tour in bici
Per gli amanti della bici, Bruxelles fa sempre di più per essere a portata del ciclista per cui potete optare per una delle tante compagnie che affitta bici o per il bike sharing e andare dove volete.
Ci sono anche delle visite guidate, alcune sono gratuite e altre a pagamento, ci si deve iscrivere; io conosco questa associazione, Pro Velo che offre passeggiate interessanti, ma si devono prenotare in anticipo.
Parchi
Se si avesse un po’ di tempo extra da dedicare alla natura in città, Bruxelles è piena di bei parchi, il più bello è sicuramente l’enorme Bois de la Cambre al centro del quale vi è un laghetto con un ristorante. Vi dimenticherete subito di essere in una città.
Un altro parco, centralissimo, a due passi dagli uffici della Commissione Europea è il Parco del Cinquantenario, anche questo ottimo per una passeggiata nel verde e sede di tantissime manifestazioni. Ce ne sono tanti altri ecco qui un link con l’elenco : https://visit.brussels/it/lists/parchi-di-bruxelles
Tour della birra
Bruxelles è anche la capitale della birra, è una vera e propria istituzione e i belgi ne vanno matti. Le rinomate birre belghe possono trovarsi in quasi tutti i pub della città dove spesso lavorano veri e propri esperti che saranno felici di condividere la loro conoscenza con voi.
Delirium
Per i più appassionati, ma anche per gli altri, tappa fissa è il pub Delirium, a pochi metri dalla Grand Place. In uno spazio su più livelli, decorato in maniera molto particolare, tra tavoli ricavati da vecchie taniche di birra, si può scegliere fra più di 2000 birre belghe di ottima qualità.
Se lo chiedete vi daranno il menù e rimarrete impressionati dalla sua grandezza, chiedetelo solo per consultarlo, ho visto che lo vendono anche ma a un prezzo troppo caro (sui 5 euro).
Beer project Danseart
Questa è una brasserie urbana veramente interessante; si trova proprio vicino al canale, nella zona di cui parlavo prima che vive una rinascita e una riqualificazione negli ultimi tempi; un ambiente in continua evoluzione moderno e pittoresco che offre visite guidate e degustazioni.
Lì davanti (dall’altra parte della strada) c’è uno dei miei bar preferiti, il Café Walvis che offre ottime birre ed un ambiente molto confortevole.
Se si volesse portare a casa un souvenir al malto, ci sono negozi specializzati in centro, ma sono turistici; non dimenticate che anche grandi supermercati come Delhaize e Carrefour offrono un’amplissima selezione di birre belghe a prezzi più accessibili.
Per chi viaggiasse solo con il bagaglio a mano (soggetto quindi alle restrizioni sul trasporto dei liquidi in aereo) sappiate che anche i negozi dell’aeroporto sono ben forniti di confezioni regalo di birre tipiche, sicuramente saranno un po’ più care, ma sempre meglio che aggiungere un bagaglio in stiva (o almeno dipende dalla quantità di birra che si compra 🙂 ).
Tour del cioccolato
Vista l’importanza e la bontà di questo tour ho deciso di dedicargli un articolo a sé stante: https://like2travel.it/bruxelles-alla-scoperta-del-mitico-cioccolato/
I TRASPORTI
In città la compagnia dei trasporti si chiama STIB e offre varie soluzioni al turista:
Prima di tutto si ricordi che c’è un’opzione della Brussel Card che include, fra i vari vantaggi, anche i trasporti gratuiti (leggete bene le informazioni nel link in cui spiega che la Brussel Card non vale come biglietto fisico, ma bisogna fare un biglietto speciale gratuito alla macchinetta della STIB prima di prendere i trasporti, inserendo nella macchinetta i dati della vostra Brussel Card).
I biglietti: il biglietto singolo costa 2,50 euro se fatto a bordo e 2,10 se fatto alla macchinetta alla fermata.
A Bruxelles ci sono due aeroporti ed entrambi sono molto semplici da raggiungere.
Aeroporto di Zaventem
Per raggiungere l’aeroporto principale (in periferia di Bruxelles) si può prendere l’autobus numero 12.
Le fermate più centrali sono a Piazza Louxemburg e Shuman, il bus vi lascerà davanti all’aeroporto, il prezzo è sui 4 euro (il biglietto si può fare alla macchinetta o a bordo come quelli urbani con un piccolo sovrapprezzo). Ci mette più o meno mezz’ora traffico permettendo.
Se si volesse evitare l’imprevedibilità del traffico, c’è un treno diretto dalla Gare Centrale a Brussel Airport (Zeventen) che costa intorno ai 14 euro, ci mette sui 20 minuti e vi lascia dentro l’aeroporto.
Aeroporto di Charleroi
Questo aeroporto si trova un po’ più lontano ed il modo più semplice di arrivarci è prendere un autobus privato che fa questa tratta in continuazione tutto il giorno. Parte dalla stazione Gare du Midi e vi lascerà davanti all’aeroporto. Il prezzo è sui 14 euro e ci mette poco meno di un’ora.
Attenzione al traffico quando decidete di prendere l’autobus per entrambi gli aeroporti: il traffico a Bruxelles è terribile per cui prevedete sempre questa incognita e prendete i mezzi pubblici per andare in aeroporto con molto anticipo.
Per le emergenze c’è sempre Uber o un taxi, ma anch’essi non sono immuni al traffico, il primo, di solito costa fra i 30 e i 40 euro e il secondo sui 50 euro e possono metterci anche meno di 20 minuti se non incontrano embouteillages (ingorhi).
PRINCIPALI EVENTI IN CITTÀ
Ogni periodo è interessante per visitare Bruxelles; quasi ogni mese c’è qualche evento che tinge di festa la capitale, elencherò qui i principali o almeno i miei preferiti:
Plaisir d’Hiver
A fine novembre inizia la manifestazione “Plaisir d’hiver” che dura fino ai primi giorni dell’anno nuovo e che comprende: i mercati di Natale sulla Place Sainte Catherine, la place de la Monnaie e nei dintorni della Bourse, gli spettacoli di musica e luci sulla Grand Place (che hanno luogo tutti i giorni a partire dalle 18 ad intervalli di mezz’ora fino a mezzanotte più o meno), le varie decorazioni di luminarie sparse per la città e tante altre manifestazioni che cambiano di anno in anno.
Floralia
Per festeggiare l’arrivo della primavera, da inizio aprile per circa un mese, ha luogo questa manifestazione floreale nei giardini e nelle serre del Castello di Groot-Bijgaarden.
È alle porte di Bruxelles, facilmente raggiungibile con i trasporti pubblici in poco più di mezz’ora.
Intorno al Castello sono piantate innumerevoli specie di tulipani, giacinti e narcisi che creano uno spettacolo impressionante per la quantità di colori. La piccola Cappella adiacente al palazzo è letteralmente riempita di orchidee di ogni sorta e le serre sono allestite con intriganti piante tropicali e altre specie.
Avviso importante
A causa della pandemia del Corona virus, Floralia 2020 è stata cancellata. La prossima edizione è prevista per aprile 2021.
Visita alle Serre del palazzo reale di Laeken
Sempre in primavera, nel palazzo Reale di Laeken (oggi dimora della famiglia del Re), per tre settimane aprono al grande pubblico le sontuose Serres royales: una monumentale struttura di ferro e vetro in pieno stile art nouveau costruita nel XIX secolo.
Potrete visitare delle serre bellissime piene delle specie più disparate di piante e fiori, alcune delle piante sono ancora della stessa specie e nello stesso posto dove le volle far piantare il Re Leopoldo II a fine 800.
Anche il percorso nel giardino reale per arrivare alle serre non vi lascerà indifferenti fra ciliegi in fiore e sentieri che sembrano incantati.
Il Tappeto di Fiori sulla Grand Place
In estate, con cadenza biennale, nel mese di agosto ha luogo una della attrazioni più famose della città: Le Tapis de Fleurs.
Dal 1971, la piazza per pochi giorni viene ricoperta di fiori coloratissimi (principalmente begonie 100% made in Belgium) ispirati alla cultura di un paese, l’ultimo, l’anno scorso, era ispirato al Messico e quello di due anni prima al Giappone.
Essendo stato fatto l’anno scorso (2018), quest’anno 2019 il tappeto non ci sarà, l’appuntamento è per agosto 2020 . Anche in questa occasione la Grand Place la sera offre magnifici spettacoli di musica e luce che interagiscono con il tappeto, è un’esperienza indimenticabile.
Ecco qui una carrellata delle vecchie edizioni per darvi un’idea, ma le foto non rendono omaggio alla bellezza reale: http://www.flowercarpet.brussels/fr/carpets.
Piccolo consiglio: evitate se possibile di effettuare la visita durante il weekend e scegliete sempre orari poco inflazionati come la mattina presto e la sera infrasettimanale per ammirare lo spettacolo di luci, altrimenti rischiate di non riuscire nemmeno ad avvicinarvi per la quantità di gente.
Un’altra cosa carina, se avete tempo, è andare il pomeriggio precedente o la mattina presto del giorno di apertura a vedere i volontari (più di 100) concentrati a disporre i fiori per terra.
Festivals
Sempre in agosto (quest’anno 2019 dal 14 al 18) nel centro di Bruxelles si svolge un’ interessante manifestazione musicale: il Brussels Summer Festival (BSF).
Un altro festival che mi piace molto si chiama Couleur Cafe e si svolge a Bruxelles nella zona dell’Atomium nel mese di Giugno
Per gli amanti dei festival ricordo che il Belgio ne offre alcuni fra i migliori al mondo come il Rock Wercheter nelle Fiandre con ottima musica pop e rock e, sempre nelle Fiandre, per gli amanti dell’elettronica, il conosciutissimo Tomorrowland .
Il Belgio è un paese molto piccolo per cui, se decidete di partecipare ad uno di questi festival, prendetevi un paio di giorni in più ed approfittatene per visitare Bruxelles.
MUSEI E LUOGHI DI INTERESSE
A Bruxelles il principale polo museale è il complesso delle Beaux-Arts che comprende il museo Magritte, quello degli Antichi Maestri e quello dell’Arte di Fine Secolo, tutti e tre molto interessanti.
Museo Magritte
Non tutti forse sanno che il celebre artista surrealista è proprio belga; di solito i musei dedicati agli artisti nelle loro città natali sono spesso poveri e spogli perché le opere più importanti si trovano nei grandi musei in giro per il mondo, ma in questo caso non si rimarrà delusi dal museo Magritte.
La collezione è considerevole, varia e completa. Consiglio vivamente di prendere l’audio guida in quanto Magritte era un artista dal pensiero molto interessante e ben definito e, conoscendo le sue riflessioni e le sue idee, sarà poi più facile poter fruire delle sue opere frutto del surrealismo e della sua fede politica.
Museo degli Antichi Maestri
La collezione è estremamente interessante perché tratta l’epoca dal XV al XVIII secolo e dunque l’opera dei famosi pittori conosciuti come “fiamminghi”, importantissimi per la storia dell’arte moderna mondiale e tutti provenienti da queste zone. Fra i più noti: Hieronymus Bosch, Lucas Cranach, Pieter Bruegel, Peter Paul Rubens e Van Dyck .
In una sala del museo (con mia grande sorpresa) ho trovato due delle opere più importanti del pittore francese Jacques-Louis David che io pensavo fossero al Louvre.
Il pittore amato da Napoleone Bonaparte, dopo la sconfitta di Waterloo fu costretto all’esilio e scelse proprio Bruxelles, affascinato anche lui dai maestri fiamminghi che qui poteva ammirare.
Nel museo dei grandi maestri sono esposte : “la Morte di Marat” e “Marte disarmato da Venere” quest’ultimo dipinto proprio a Bruxelles un anno prima della sua morte. Sono due opere impressionanti e pregne di significato, sedetevi sul divantetto e cercate la storia e il simbolismo che racchiudono entrambe le opere, diversissime fra loro.
Museo di Fine secolo
Il museo di fine secolo tratta del periodo liberty specialmente dal punto di vista dell’oggettistica e del mobilio; per quanto io adori questa corrente artistica soprattutto in architettura ed in pittura, devo dire che ho trovato il museo, pienissmo di oggetti e mobili, un po’ noioso. Merita sicuramente una visita se avete tempo, ma se dovete scegliere io consiglio gli altri due.
Museo degli strumenti musicali
Si trova di fronte al complesso delle Beaux Arts.
Già dal nome si capisce che questo museo si rivolge soprattutto agli appassionati degli strumenti musicali, ma ci sono due aspetti per cui deve essere visitato da tutti: la sua meravigliosa facciata in stile liberty in ferro battuto e vetro fruibile dalla strada e il bar all’ultimo piano; si può accedere al bar senza pagare il biglietto del museo, basterà dire all’entrata che si vuole andare solo al bar e sarete lasciati liberi di prendere l’ascensore o le scale.
Salire al bar vale la pena solo per il bellissimo panorama che offre, per quanto riguarda la qualità del servizio e dei prodotti non ho avuto grandi esperienze per cui consiglio di andarci per poco tempo solo per godere del panorama senza consumare (di solito non dicono niente) o di prendere una cosa molto semplice tipo un the o una bottiglietta d’acqua e sedersi a contemplare la vista.
Museo dei Fumetti
In Belgio la passione per la bande dessinée (il fumetto) è molto sentita.
Ritengo che questo museo vada visitato sia dagli amanti dell’architettura che da quelli del fumetto: presenta infatti una ricchissima collezione di fumettisti belgi in un suggestivo scenario liberty realizzato in legno dal grande Victor Horta.
Kanal Pompidou
Ancora in pochi sanno che a Bruxelles aprirà una nuova sede del Museo Pompidou di Parigi; sorgerà nel quartiere di Molenbeek al posto di una vecchia fabbrica della Citroen.
In questo momento (l’ho visitato a fine 2018) ci troviamo in una fase di transizione: c’è già il progetto per il nuovo museo ma i lavori non sono ancora iniziati per cui gli spazi interni restano quelli di una fabbrica di automobili.
La cosa interessante è che, già in questa fase di trasformazione, hanno esposto negli spazi industriali opere ed installazioni di arte contemporanea che si sposano (in un contrasto affascinante) molto bene con il contesto urbano.
La Cattedrale di Bruxelles
Già dall’anno 1000 abbiamo testimonianze di una cappella dedicata a San Michele che sorgeva in questo luogo, ma è nel XIII secolo che iniziarono i lavori dell’attuale cattedrale (chiamata: Cathédrale Saints-Michel-et-Gudule) che terminarono nel XV secolo.
Tra il 1982 e il 1999 la cattedrale subì un restauro totale che oggi la rende fruibile nel suo stato migliore. Lo stile è: “Gotico Barbantino”, una variante del Gotico Francese tipica di queste zone.
All’interno si distinguono: il Pulpito di Adamo ed Eva dello scultore Hendrik Frans Verbruggen, la Cappella del Santissimo Sacramento del XVI secolo dove si possono ammirare le bellissime vetrate decorate con scene bibliche e storiche, il cosiddetto “tesoro della cattedrale” costituito da oggetti liturgici molto preziosi ed antichi e la Cappella della Vergine della Liberazione, di un secolo più moderna rispetto all’altra, anch’essa ornata da bellissime vetrate decorate che rappresentano scene della vita di Maria.
Il Palazzo Reale
Tante volte qualcuno avesse notato che le serre reali di cui ho parlato prima (dicendo che si trovano nel giardino del palazzo reale) sono ubicate in un altro indirizzo rispetto a quello del centrale Palazzo Reale davanti al quale passerete più volte, avete visto bene.
La famiglia reale infatti ha abbandonato da ormai più di un secolo il centralissimo Palazzo Reale per andare nel nuovo palazzo nel verde e tranquillo quartiere di Laeken.
Rimangono tuttavia nel vecchio palazzo degli uffici amministrativi e luoghi per eventi di rappresentanza.
Si può visitare per un breve periodo ogni anno, a mio avviso non ne vale la pena, è piuttosto monotono.
L’unica cosa che mi ha sconvolta (in senso negativo) è la Salle des Glaces.
Già ai tempi in cui fu costruita (durante il periodo di Leopoldo II) era una stanza che voleva “ricordare” la colonia belga del Congo, per di più nel 2002 hanno deciso di decorarla con un’ “opera” di un artista ossessionato dagli scarabei che ha pensato di rivestire il soffitto e un lampadario con la guaina delle ali di più di un milione e mezzo di scarabei verdi.
Se fosse stata realizzata a fine 800 avrei potuto pensare ad una stravaganza esotica di un bizzarro monarca, ma visto che l’hanno realizzata nel 2002 non ci sono scusanti, la trovo di pessimo gusto e simbolo della tortura gratuita di moltissimi poveri insetti.

Dopo la “riforma” la sala è stata chiamata «Heaven of Delight» o «Le jardin des Plaisirs» ed evidentemente ne vanno molto fieri perché ci organizzano una gran parte degli eventi a palazzo!
Parlamentarium
Per chi fosse interessato alla storia dell’Unione Europea, proprio davanti al Parlamento c’è un interessante museo gratuito che parla di questo. È una struttura abbastanza piccola che offre un percorso interattivo a tratti molto interessante.
Per visitare il museo sono disponobili audio guide nelle 24 lingue ufficiali dei paesi membri dell’Unione, anch’esse gratuite.
Museo Horta
Per gli amanti dello stile liberty, tappa obbligatoria la casa/museo di Victor Horta, l’esponente belga forse più importante del movimento in architettura.
Atomium
Questo Atomo di acciaio fu costruito in occasione dell’Esposizione universale di Bruxelles del 1958 e si trova nel parco Heysel dove ebbe luogo l’Expo.
A metà fra una scultura ed un’opera di architettura si può entrare dentro e visitare alcune delle nove sfere in cui troverete un ristorante, un’esposizione permanente e altre temporanee, il bookshop e una bellissima vista sulla capitale . Si è convertito in uno dei simboli della città.
Manneken-Pis
Insieme all’atomo è il simbolo della città, dicono che rappresenti l’indipendenza di spirito degli abitanti di Bruxelles e la loro ironia, confermo che i miei concittadini qui hanno un’ironia tutta loro molto particolare:)
In realtà è una piccola fontanella (dei primi decenni del 1600, oggi per strada c’è una copia) vicino alla Grand Place raffigurante un bambino di bronzo che fa pipì, sull’origine del gesto ci sono tantissime leggende come quella che narra che stesse spegnendo una bomba o quella che dice che una strega punì un bambino che la disturbava facendo pipì sulla sua porta trasformandolo in statua.
La cosa divertente è che, per ogni occasione, lo vestono a tema (l’ho già trovato vestito con la divisa di varie squadre di calcio, dei pompieri, vestito con abiti tipici africani in occasione della visita di un leader e tanti altri travestimenti della statuetta molto simpatici).
Tutto il suo guardaroba si conserva poi nell’ultimo piano del museo della città di Bruxelles sulla Grand Place insieme alla statua originale del 600 (il museo non è molto interessante, ci sono basicamente modellini della città nelle sue varie epoche e una storia scritta dell’evoluzione dell’agglomerato urbano).
Che dire, gli abitanti di Bruxelles vanno molto fieri di questa statuetta, fategli una visita per far piacere alla città che vi ospita giusto perché si trova accanto alla Grand Place e dunque ci passerete spesso accanto perché, in realtà, non è veramente niente di che.
DOVE DORMIRE
Bruxelles, come tutte le grandi città, propone ogni tipo di alloggio possibile ed immaginabile, dagli hotel agli appartamenti o stanze in affitto. In questo paragrafo dunque parlerò del “dove” geografico e cioè delle zone della città migliori in cui cercare alloggio. Innanzitutto si tenga in mente che Bruxelles è piccola e molto ben collegata dai mezzi pubblici per cui dormire “lontano” dal centro non è un gran problema.
Il centro della città ha la maggior parte delle attrazioni turistiche e delle vie dello shopping. È molto carino e pittoresco per passeggiarvi durante la giornata, ma, a Bruxelles, il centro non è il quartiere più bello della città soprattutto per viverci: è piuttosto sporco, l’odore di fritto dura 24 ore su 24 e la sera viene preso d’assalto (soprattutto nei fine settimana) dai giovani turisti che, dopo aver assaggiato le tante birre belghe, si riversano rumorosamente per le stradine.
Da una parte dunque dormire in centro ha i suoi lati positivi come raggiungere a piedi un po’ tutto. Nel caso si voglia pernottare qui consiglio piuttosto la zona della Place Sainte- Catherine e della Grand Place; eviterei la Rue Neuve che di giorno è l’arteria principale dello shopping, ma, quando chiudono i negozi, rimane un po’ deserta e mal frequentata.
L’Avenue Louise inizia al Palazzo di Giustizia e finisce nel bellissimo parco Bois de La Cambre; ci sono i tram 8 e 93 che, con poche fermate, vi accompagnano in centro.
Volendo allontanarsi un po’ in direzione del parco consiglio il quartiere di Chatelain: pieno di verde, locali carini in cui prendere un caffè o mangiare ad esempio nella Rue de Bailli o nei dintorni della piazza Chatelain che, come dicevo prima, il mercoledì ospita un mercatino itinerante dove, nei vari stands, si possono degustare ottime prelibatezze culinarie provenienti un po’ da tutto il mondo. È un mercato è itinerante, il mercoledì fa tappa fissa a Chatelain.
Ci sono altri quartieri molto carini e ben collegati in cui poter dormire come Etterbek: il quartiere universitario o Merode: il quartiere delle istituzioni europee e del parco Cinquantenario.
Saint Gilles è un bel quartiere popolare pieno di edifici art nouveau molto carino in certe zone (vicino al Parvis) e meno in altre (vicino alla stazione Midi).
Se state pensando di visitare Bruxelles e avete trovato qualche indirizzo per pernottare che vi interessa, ma non sapete bene se la zona è raccomandabile, vi invito a scrivermi in privato e sarò felice di aiutarvi a scegliere o darvi qualche consiglio.
DOVE MANGIARE
Bruxelles offre varie specialità tipiche non proprio all’insegna della dieta, dopo aver parlato di birra e cioccolato e prima di passare a parlare dei ristoranti non possiamo non spendere due parole per le famosissime patatine fritte (frites).
Altro vanto nazionale, per quanto in inglese le chiamino French Fries, pare che siano state inventate in Belgio, poco importa da dove vengano; quello che è certo e che qui non c’è ristorante che non offra patatine fritte di ottima qualità, le migliori le troverete però nei chioschi in giro per la città che si dedicano solo a questo prodotto.
Molto famoso quello della Maison Antoine nella piazza Jourdan (vi è stata avvistata anche Angela Merkel in fila : ) ) o quello della piazza Flagey, pare che qui in Belgio le patatine siano fritte due volte, una nell’olio e l’altra nel grasso animale/strutto.
Altro must per una bella merenda calorica dopo aver camminato tanto: i gaufre (in francese) o waffle(in inglese); ne esistono addirittura due versioni:
Gaufres liégeoises (originari della zona di Liegi) sono caratterizzati dalla presenza di pepite di zucchero nell’impasto a cui, una volta cotto, conferiscono una croccantezza caramellizzata che lo rende delizioso al naturale, senza nessun topping. Si riconosce dalla forma rettangolare ma dai bordi arrotondati e irregolari.
Gaufre de Bruxelles: l’impasto è più leggero, questo tipo di waffle richiede un topping che ne esalti le qualità. Hanno forma perfettamente rettangolare e, di solito, sono un po’ più grandi di quelli di Liegi.
Li vendono in tutte le boulangeries e nei tipici camioncini gialli sparsi per le vie di Bruxelles, ma se ci si vuole sedere e riposare un po’ dopo una giornata di turismo intenso consiglio la Maison Dandoi.
È a due passi dalla Grand Place; lì ho assaggiato tra i migliori gaufres della mia vita! Sempre in questo negozio/sala da the vi consiglio di comprare i tipicissimi biscotti Speculos fatti a mano, sublimi e ottimo regalo da portare a casa.
Ristoranti
Anche nei ristoranti Bruxelles rispecchia la sua multiculturalità. Si trova cucina tipica di tutto il mondo, devo dire dal mio punto di vista di italiana abituata molto bene nel mio paese che qui a Bruxelles la qualità dei ristoranti, soprattutto rispetto ai prezzi che chiedono, non è delle migliori. Si distinguono poche eccezioni felici:
Le Zinneke
Dal “Brussellese” zinneke significa piccolo cane randagio (ricordate lo Zinneke Pis?), questo è uno dei pochi ristoranti in cui ho mangiato benissimo i piatti tipici della cucina belga dalle cozze alla carbonade fino ai dolci con dei buonissimi gaufres fatti in casa. Si trova nel quartiere di Schaerbeek, dunque un po’ fuori dal centro, ma facilmente raggiungibile, ne vale la pena!
Le Choux de Bruxelles
Per gli amanti delle cozze, specialità tipica del Belgio accompagnate sempre dalle immancabili patatine fritte (mules & frites), consiglio Le Choux de Bruxelles, propone un centinaio di diverse ricette di cozze servite in pentoloni e una bella scelta di birre con personale estremamente competente.
Consiglio di prenotare in quanto è sempre pieno. Lo sconsiglio a chi non ama le cozze perché il menù si concentra quasi solo su questa pietanza. Si trova a due passi dall’Avenue Luise all’altezza della fermata dei tram 8 e 93 chiamata “Defacqz”.
Chez Leon
Se siete in pieno centro e avete voglia di cozze e patatine fritte questo ristorante è un’istituzione, nonostante si trovi nella Rue de Bouchers (che è una strada “acchiappa-turisti” piena di locali molto poco raccomandabili), questo ristorante è una vera eccezione lì in mezzo, frequentato ed apprezzato da belgi e turisti senza distinzione.
C’est bon c’est belge
Per provare le specialità belghe al di fuori delle cozze come l’ottimo spezzatino alla birra (carbonade flamande) consiglio un buon ristorante molto tipico nella zona centrale del Sablon.
Si chiama C’est bon c’est belge e propone, per chi lo volesse, un piatto degustazione delle specialità locali dove si può provare un po’ di tutto, anche qui il personale è estremamente appassionato di cucina e di birra, non esitate a chiedere consiglio!
Non voglio ora parlare dei ristoranti di cucine “straniere” perché immagino sempre che chi viaggia abbia voglia di provare le specialità locali, farò solo un’eccezione per un piccolo ristorantino greco in zona Chatelain:
Philema
Per chi alloggiasse da quelle parti lo raccomando. Propone un menù ridotto a conferma dell’utilizzo di ingredienti sempre freschi; l’ambiente è accogliente e bello e la cucina molto buona. Anche qui consiglio di prenotare con anticipo perché il locale è molto piccolo.
CONCLUSIONI MUSICALI
Dopo aver parlato di Bruxelles, mi piace concludere con un po’ di musica.
Per iniziare metterò due canzoni di Stromae. Il suo nome è la versione verlan della parola “maestro”.
Tornando a Stromae trovo che il termine “maestro” gli si addica a pennello, prendete un po’ di tempo per tradurre i suoi testi, questo artista poliedrico racchiude intelligenza, profondità, cultura e genialità.
È un’abile regista, stilista, ballerino, padrone del linguaggio e dei giochi di parole. Il tutto racchiuso in uno stile unico.
Ho scelto il video della canzone Formidable perché è stato girato (con una videocamera nascosta) alla fermata “Louise” dei tram 93 e 8 di cui vi ho parlato.
Oltre ad uno sguardo sulla città (pure il meteo è quello tipico di Bruxelles), in questo video vedrete anche la gentilezza dei belgi, molti dei passanti non riconoscevano il cantante perché era agli inizi della sua carriera, altri si, come i poliziotti che gli dicono di essere suoi fan e gli offrono un passaggio a casa, cosa che avrebbero fatto anche con un ragazzo sconosciuto.
Per chi avesse apprezzato consiglio altre due sue canzoni con bellissimi video: Papaoutai e Tous les memes in cui Stromae interpreta sia la parte maschile che quella femminile del dialogo.
Ci sono poi due fratelli di Bruxelles che stanno infiammando la scena musicale del momento: lui, Romeo Elvis, nonostante la faccia da bravo ragazzo borghese fa un bel rap e lei, Angèle che, con un viso da bambolina perfetta e la voce angelica come il nome, gioca sui contrasti e scrive testi pop pungenti, intelligenti, provocatori e molto ironici, rendendo la contrapposizione immagine/contenuto vincente.
Metto qui una canzone interpretata da entrambi e consiglio, a chi piacesse Angèle, di ascoltare anche “La Thune” e “La loi de Murphy”.
Infine per concludere con le canzoni in francese faccio un tuffo nel passato con uno dei cantautori più importanti del panorama: Jacque Brel.
Propongo di ascoltare “Le plat pays“, una canzone dedicata al Belgio, poi la sua canzone forse più famosa: “Ne me quitte pas“, e per finire, metto qui la mia preferita: “La chanson des vieux amantes” (che io ho conosciuto grazie alla meravigliosa cover di Franco Battiato nel suo album Fleurs).
In conclusione un’ artista belga che canta in inglese con un sound reggae molto interessane: Selah Sue.
In Belgio gran parte della popolazione parla inglese per cui succede spesso che i cantanti la scelgano come lingua per lavorare. Soprattutto chi viene da posti in cui si parla fiammingo come Selah Sue, con l’inglese ha accesso ad un pubblico molto più vasto.
























